Spostare sedia e tavolo dove la luce del giorno è migliore

Illustrazione di un paesaggio

La luce del giorno è una delle cose che rendono una stanza piacevole, e non costa nulla. Eppure spesso i mobili sono sistemati senza pensare a dove la luce arriva davvero. Si legge su una poltrona in un angolo buio, si mangia al tavolo lontano dalla finestra, si lavora dove il sole dà fastidio. Spostare qualche mobile può cambiare molto il modo in cui vivi la casa.

Osservare la luce

Per un giorno, o meglio per alcuni giorni, guarda dove cade la luce nelle diverse ore. Al mattino da quale finestra entra? A mezzogiorno dove riscalda il pavimento? Nel pomeriggio quali angoli restano luminosi? Puoi anche segnare i punti con un biglietto o con un foglio sul pavimento. Ti accorgerai che la luce si muove e che ogni stanza ha un momento migliore.

Portare le sedute verso la luce

Dopo aver osservato, sposta la poltrona dove la luce è più bella nell'ora in cui la usi di più. Chi legge al pomeriggio sceglierà un angolo vicino a una finestra a ovest, chi fa colazione presto vorrà il tavolo vicino a una finestra che riceve il sole del mattino. Anche un semplice sgabello con una tazza accanto alla finestra diventa un posto speciale.

Il tavolo da pranzo, quando è possibile, va spostato verso la luce. Mangiare con la luce naturale rende la stanza più accogliente e, la sera, ti permette di usare meno luci artificiali. Se lavori a una scrivania, mettila in modo che la luce arrivi da un lato e non davanti allo schermo, per evitare i riflessi.

Non spostare tutto in una volta. Comincia da un solo mobile e vivilo per alcuni giorni. Se funziona, passa al successivo. Con le stagioni la luce cambia: in inverno il sole è più basso e arriva più in profondità nella stanza, in estate è alto e può dare fastidio. Puoi quindi spostare i mobili due volte all'anno.

Tieni pulite le finestre e libere da oggetti che coprono la luce. Un vetro pulito lascia entrare molta più luce di quanto si pensi. Così la casa sembra più grande e più calda, e non hai comprato nemmeno una lampadina.